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	<title>Domus Corallia B&#38;B a Porto Rotondo &#187; Cucina</title>
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		<title>I Cucciuleddi&#8230;dolce di Gallura</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 09:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domus Corallia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ingredienti e dosi per 4 persone: Pasta: 1 kg di farina 200 g di strutto un po&#8217; di zucchero Ripieno: 1 kg di miele 500 g di semola o pane grattuggiato scorza di mandarino e di arancia mandorle e noci macinate cannella Far bollire il miele per 3-4 minuti e aggiungere il pane grattuggiato, le scorze di mandarino e arancia, le mandorle, le noci e la cannella. Mescolare fino a quando l&#8217;impasto &#8230;<a class="excerpt" href="https://www.domuscorallia.com/blog/i-cucciuleddi-dolce-di-gallura/">Leggi ></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3>Ingredienti e dosi per 4 persone:</h3>
<h4 class="header notitle"><b>Pasta:</b></h4>
<ul>
<li>1 kg di farina</li>
<li>200 g di strutto</li>
<li>un po&#8217; di zucchero</li>
</ul>
<h4 class="header notitle"><strong>Ripieno:</strong></h4>
<ul class="r-ingredients">
<li>1 kg di miele</li>
<li>500 g di semola o pane grattuggiato</li>
<li>scorza di mandarino e di arancia</li>
<li>mandorle e noci macinate</li>
<li>cannella</li>
</ul>
<p>Far bollire il miele per 3-4 minuti e aggiungere il pane grattuggiato, le scorze di mandarino e arancia, le mandorle, le noci e la cannella. Mescolare fino a quando l&#8217;impasto sarà compatto, ma non troppo denso.</p>
<p>Contemporaneamente preparare la pasta e standerla fino a ottenere una sfoglia sottile. Tagliarla a forma di rettangoli allungati.</p>
<p>A questo punto preparare con l&#8217;impasto dei piccoli bastoncini e posizionarli al centro del rettangolo; chiudere la pasta e piegarla a forma di cerchio.</p>
<p>Posizionarli su un foglio di carta da forno in una teglia, preferibilmente di alluminio sottile, e cuocerli in forno preriscaldato per circa 15- 20 minuti.</p>
<div>Curiosità: Si possono dare a li cucciuleddi varie forme a seconda dei gusti: a cuore, a serpentello, a esse e così via.</div>
<div>Anticamente per ottenere la sfoglia si utilizzava il mattarello detto in gallurese <em>lu cannoni</em>.</div>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.domuscorallia.com/blog/wp-content/uploads/2017/07/cucciuleddi.jpg" data-rel="prettyPhoto[this_page]" title=""><img class="alignleft size-full wp-image-90" src="https://i0.wp.com/www.domuscorallia.com/blog/wp-content/uploads/2017/07/cucciuleddi.jpg?resize=940%2C705" alt="cucciuleddi" data-recalc-dims="1" /></a></p>
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		<title>il Cannonau: Vera Bandiera Vinicola della Sardegna</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 14:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domus Corallia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[vini sardi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Sardegna non solo è celebre in tutto il mondo per i suoi paesaggi mozzafiato e le sue prelibatezze gastronomiche ma sa il fatto suo anche in termini di vino. Infatti, se si parla di vino rosso, il baluardo è senza dubbio il Cannonau.<a class="excerpt" href="https://www.domuscorallia.com/blog/cannonau-bandiera-vinicola-della-sardegna/">Leggi ></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em>La Sardegna non solo è celebre in tutto il mondo per i suoi paesaggi mozzafiato e le sue prelibatezze gastronomiche ma sa il fatto suo anche in termini di vino. Infatti, se si parla di vino rosso, il baluardo è senza dubbio il Cannonau.</em></h4>
<p style="text-align: justify;">La coltivazione del vitigno è distribuita un po’ in tutta l’isola ma l’area di maggiore produzione è certamente la superficie che si estende nel centro della regione. L’origine esatta di questo vino rosso corposo è conosciuta da un periodo di tempo relativamente breve.</p>
<p style="text-align: justify;">Studi approfonditi hanno smentito un richiamo alla penisola iberica, come erroneamente si pensava, bensì sono stati rintracciati resti di vinaccioli di ben 3200 anni fa in diverse zone della Sardegna, eleggendo di diritto il vino Cannonau come il più antico di tutto il Bacino del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella versione secca, il Cannonau si presenta di un colore rosso granata particolarmente intenso, il quale rievoca le tinte dell’arancio. Il profumo che sprigiona è decisamente vinoso e al palato si rivela secco, sapido e particolarmente durevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un vino di questo spessore, si consiglia di abbinare senza dubbio i secondi piatti a base di carne, come ad esempio arrosti e selvaggina in generale. In caso di piatti a base di latticini, è meglio scegliere formaggi ben stagionati e con un retrogusto piccante.</p>
<p style="text-align: justify;">Se avete voglia di gustare il miglior vino Cannonau all&#8217;interno di un contesto decisamente tipico, vi consigliamo di partecipare alla sagra del vino di Jertzu, rievocazione dell’antichissimo rito della raccolta dell’uva e della fase di produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione si tiene in agosto e ha come principale obiettivo quello di promuovere ed esaltare il prodotto di punta ierzese, facendo però conoscere ai forestieri anche tutte le tradizioni locali, strutturando la fiera come un vero e proprio itinerario turistico e ovviamente gastronomico.</p>
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		<title>Tradizioni Sarde: la Ricetta delle Seadas</title>
		<link>https://www.domuscorallia.com/blog/seadas-ricetta/</link>
		<comments>https://www.domuscorallia.com/blog/seadas-ricetta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 17:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domus Corallia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[seadas ricetta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le Seadas, o sebadas, sono un dolce tipicamente sardo composto da semola, formaggio, miele e zucchero a velo: delizioso! A dire il vero è un piatto che arriva da più lontano, infatti non è né di origine sarda né italiana, bensì spagnola, ma da anni le seadas vengono subito associate alla terra dei quattro mori.<a class="excerpt" href="https://www.domuscorallia.com/blog/seadas-ricetta/">Leggi ></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em>Le <strong>Seadas</strong>, o <strong>sebadas</strong>, sono un dolce tipicamente sardo composto da semola, formaggio, miele e zucchero a velo: delizioso! A dire il vero è un piatto che arriva da più lontano, infatti non è né di origine sarda né italiana, bensì spagnola, ma da anni le seadas vengono subito associate alla terra dei quattro mori.</em></h4>
<p style="text-align: justify;">Nonostante si tratti di un dolce piuttosto semplice, esistono diverse interpretazioni della procedura di preparazione e le due principali diversificazioni consistono nella scelta del formaggio: cotto o crudo. <strong>Le seadas</strong> sono talmente gustose che non solo sono apprezzate in Sardegna, ma vengono commercializzate anche nelle grandi catene di distribuzione e quindi sono reperibili in tutto il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto che l’ingrediente madre è il formaggio, le prime seadas italiane vennero realizzate nelle aree dell’isola dove l’attività principale di sostentamento era la pastorizia (Barbagia, Ogliastra, Gallura e Logudoro).</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ricetta Seadas: Ingredienti</h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li>200 grammi di farina</li>
<li>200 grammi di Pecorino fresco</li>
<li>50 grammi di strutto</li>
<li>Olio di semi quanto basta</li>
<li>Sale quanto basta</li>
<li>Buccia di arancia grattugiata</li>
<li>Miele d’arancia o una a scelta</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Preparazione</h3>
<p style="text-align: justify;">Versate a fontana la farina sul tavolo, posizionate lo strutto al centro ed aggiungete un pizzico di sale. Impastate con cura unendo un po’ alla volta dell’acqua tiepida, utile per poter ricavare un composto particolarmente morbido ed elastico. Con l’ausilio del mattarello tirate l’impasto ed ottenete due sfoglie di forma circolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Grattugiate il formaggio pecorino, unitelo alla scorza dell’arancia, precedentemente grattugiata e mescolate per poter così amalgamare tutti gli ingredienti. Con il composto ottenuto create tante palline grandi come una noce, posizionatele con cura sulla pasta sfoglia, usate l’altra per ricoprire e sigillate pressando con le dita tutt’intorno. Tagliate la pasta eccedente, meglio se con una rotellina.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo scaldate una quantità abbondante di olio di semi in una padella e, quando è ben caldo, adagiate facendo attenzione le seadas una alla volta. Quando si presenteranno dorate su entrambi i lati vuol dire che sono pronte per essere estratte dalla padella, asciugate dall’olio in eccesso e fatte raffreddare.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di servirle a parenti o amici, cospargetele di miele, meglio se di arancio, e aggiungete una leggera spolverata di zucchero a velo.</p>
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		<title>Malloreddus: la Ricetta della Vera Pasta Sarda</title>
		<link>https://www.domuscorallia.com/blog/malloreddus-ricetta-pasta-sarda/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2015 14:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domus Corallia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[malloreddus ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[pasta sarda]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici sardi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I Malloreddus, o gnocchetti sardi, sono da sempre il piatto più cucinato in Sardegna, specialmente in ricorrenze importanti, come ad esempio le feste di paese o i matrimoni. Per scoprire l’origine storica di questo originale tipo di pasta, è necessario fare le dovute ricerche nelll’ultracentenario schema della coltivazione ed alimentazione contadina circoscritta nell&#8217;area mediterranea, basata principalmente sulla coltura del grano. Malloreddu è un diminutivo di malloru che in sardo campidanese &#8230;<a class="excerpt" href="https://www.domuscorallia.com/blog/malloreddus-ricetta-pasta-sarda/">Leggi ></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em>I Malloreddus, o gnocchetti sardi, sono da sempre il piatto più cucinato in Sardegna, specialmente in ricorrenze importanti, come ad esempio le feste di paese o i matrimoni.</em></h4>
<p style="text-align: justify;">Per scoprire l’origine storica di questo originale tipo di pasta, è necessario fare le dovute ricerche nelll’ultracentenario schema della coltivazione ed alimentazione contadina circoscritta nell&#8217;area mediterranea, basata principalmente sulla coltura del grano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Malloreddu</strong> è un diminutivo di <strong>malloru</strong> che in sardo campidanese significa toro e quindi, a rigor di logica, Malloreddus vuol dire vitellini. Se si vogliono ottenere dei malloreddus a regola d’arte, bisogna impastare con attenzione e cura la semola di grano duro con l’acqua, formare delle listarelle arrotolate di circa 15 cm di lunghezza e successivamente tagliarle a cubetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere la forma e la rigatura inconfondibile del malloreddu, è necessario schiacciare ogni cubetto di pasta contro il ciuliri (setaccio). Il risultato ottenuto, nell’immaginario del mondo agropastorale antico, ricordava la forma di piccoli vitelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa pasta regionale si sposa alla perfezione con diverse tipologie di sugo, anche se l’abbinamento più scelto dalla maggior parte dei sardi sono i <strong>Malloreddus con sugo di salsiccia</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ingredienti per 4 persone:</h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li>        400 gr di Malloreddus</li>
<li>        50 gr di pecorino grattugiato</li>
<li>        300 gr di salsiccia</li>
<li>        1 cipolla</li>
<li>        500 grammi di pomodori pelati</li>
<li>        Vino bianco</li>
<li>        Olio d’oliva</li>
<li>        Sale</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Preparazione:</h3>
<p style="text-align: justify;">Mettete a bollire l’acqua. In una casseruola fate soffriggere la cipolla con un filo d’olio e, una volta dorata, aggiungete la salsiccia tagliata a pezzetti e lasciate rosolare. Sfumate il tutto con del vino bianco e successivamente integrate i pomodori pelati precedentemente passati.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate cuocere il tutto per circa un’ora. Quando l’acqua bolle, salatela e versate i Malloreddus. Una volta cotti, scolateli e conditeli con il sugo alla salsiccia appena preparato ed un abbondante manciata di pecorino, ovviamente sardo. Buon appetito!</p>
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		<title>I 3 Migliori Ristoranti di Porto Rotondo</title>
		<link>https://www.domuscorallia.com/blog/3-migliori-ristoranti-porto-rotondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 20:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domus Corallia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti porto rotondo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La sveglia che suona, i bambini da vestire e portare a scuola o molto più semplicemente trovare la forza ed il coraggio per sgusciare fuori dal letto. Il traffico, l’ufficio, il telefono che squilla e il capo che ha tutti i requisiti per essere mandato a quel paese. State pure tranquilli che questo è un film interpretato ogni giorno da moltissimi italiani i quali se potessero scegliere di avvalersi di &#8230;<a class="excerpt" href="https://www.domuscorallia.com/blog/3-migliori-ristoranti-porto-rotondo/">Leggi ></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em>La sveglia che suona, i bambini da vestire e portare a scuola o molto più semplicemente trovare la forza ed il coraggio per sgusciare fuori dal letto. Il traffico, l’ufficio, il telefono che squilla e il capo che ha tutti i requisiti per essere mandato a quel paese. State pure tranquilli che questo è un film interpretato ogni giorno da moltissimi italiani i quali se potessero scegliere di avvalersi di un super potere, quello tra i più gettonati sarebbe certamente il teletrasporto e poter così abbandonare la realtà di tutti i giorni e ricaricare a pieno le batterie della mente e dello spirito in un luogo pregno di relax ed in canto, ancora meglio se provvisto di un mare cristallino e spiagge bianche come sale.</em></h4>
<p style="text-align: justify;">E se per assurdo il super potere del teletrasporto avesse come vincolo un raggio d’azione limitato, una delle mete balneari più scelta sarebbe sicuramente la Costa Smeraldo e quel gioiellino di Porto Rotondo. Perché? Semplice: in una frazione del comune di Olbia di appena 1.049 anime, persone residenti, sono racchiusi tutti i requisiti che una meta balneare deve possedere per poter diventare di diritto, come nel suo caso specifico, una delle più importanti realtà del turismo sardo, italiano ed internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Porto Rotondo è diventata celebre nel mondo prima di tutto per le spiagge in sabbia e il mare da cartolina e poi per essere stata scelta da sempre più vips, italiani e non, come rifugio estivo o nido d’amore da sfoggiare su tutte le prime pagine delle riviste scandalistiche. Ma a Porto Rotondo non ci si rilassa e diverte solamente ma bensì si ha l’opportunità di gustare le prelibatezze culinarie che la magnifica terra sarda offre. Ecco quindi i migliori 3 ristoranti che prima o dopo meritano di essere scelti durante una villeggiatura a Porto Rotondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ristorantedagiovannino.com/" target="_blank"><b>Da Giovannino</b></a>: molto probabilmente il più prestigioso ristorante del paese. Giovanni Romano, per tutti Giovannino, è stato indubbiamente uno dei personaggi chiave per lo sviluppo e crescita di Porto Rotondo. La cucina sopraffina di Giovannino con il tempo ha conquistato i nobili e benestanti di mezza Europa, star internazionali e figure di spicco della politica ed economia. I piatti più rappresentativi sono di pesce ma si potranno accontentare tutti i palati grazie ad alcune pietanze a base di carne, come ad esempio il filetto di Angus con crema alla Mostarda. Nel 2014 “Da Giovannino” è stato premiato con il certificato di eccellenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g608916-d3471977-Reviews-Ristorante_S_Incontru-Porto_Rotondo_Province_of_Olbia_Tempio_Sardinia.html" target="_blank"><b>S’Incontru</b></a>: altro ristorante di spicco per la gastronomia sarda a Porto Rotondo. Gentilezza, cordialità, passione e massima professionalità. Ecco gli ingredienti per il successo di questo ristorante amato da moltissimi villeggianti. E quando, oltre a mangiare divinamente, si è anche serviti a regola d’arte, tornare è quasi un obbligo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pedristellas.it/" target="_blank"><strong>Petristellas</strong></a>: oltre la cucina di indiscussa qualità, la cosa che però rimane più impressa è la location scelta: i tavoli infatti sono attorniati da rocce ed alberi, ricreando una suggestione davvero molto particolare, dove non solo si gusta la cucina sarda ma lo si fa nel mezzo della flora locale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.domuscorallia.com/blog/3-migliori-ristoranti-porto-rotondo/">I 3 Migliori Ristoranti di Porto Rotondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.domuscorallia.com/blog">Domus Corallia B&amp;B a Porto Rotondo</a>.</p>
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